"A KHERSON CI SARÀ UN MASSACRO". ORSINI SBAGLIA ANCORA LA PROFEZIA
di Marco Leardi
Qualcuno sospetta che, per ora, il professore si sia rifugiato in un silenzio non casuale. In tempi sospetti, infatti, Orsini aveva profetizzato sorti ben diverse per la città dell'Ucraina meridionale. Lo scorso 25 ottobre, intervenendo a Cartabianca su Rai3, il sociologo aveva in particolare affermato: "In questo momento si prospetta un bagno di sangue a Kherson, perché i russi stanno trasferendo la popolazione civile dall'altra parte del fiume Dnipro (...) I russi non intendono abbandonare la città, ma perché intendono fare un massacro. Intendono combattere per mantenere Kherson". Una visione che l'esperto di geopolitica aveva già formulato nei mesi precedenti, quando aveva in sostanza decretato l'insuccesso delle truppe di Kiev in quelle zone. "A Kherson. La controffensiva ucraina è un fallimento: è ora che l’Ue lo dica", recitava il titolo di un suo articolo apparso sul Fatto Quotidiano il 6 settembre scorso.
Gli sfottò sulle "profezie" sbagliate
Mentre dall'Ucraina arrivavano le immagini della città tornata in mano ai locali, in molti si sono ricordati delle profezie nefaste di Orsini e sui social le hanno riproposte. "Professore può dirci come procede il massacro a Kherson? Grazie per quello che fa", ha commenato un utente, con tono chiaramente sarcastico nei confronti del docente. Più severe invece alcune altre reazioni. Lo stesso leader di Azione, Carlo Calenda, su Twitter ha bacchettato il sociologo così: "Il punto non è Orsini che è palesemente una persona improvvisata che recita una parte. Il punto sono i media che gli danno spazio come fosse Kissinger". "La sua previsione di un 'bagno di sangue' si è tradotta in una riconquista senza sparare un colpo. Ma lui ha sempre ragione e in Italia non c'è libertà", ha scritto un altro commentatore, alludendo a un recente articolo in cui il docente faceva le pulci al sistema mediatico italiano.
Anche in passato il sociologo era stato accusato di aver sbagliato alcune previsioni o di essersi spinto in valutazioni troppo definitive sugli esiti della guerra in Ucraina. "L'Ucraina, fondamentalmente, è persa", aveva sentenziato ad esempio lo scorso 28 febbraio. E ancora: "Se noi portiamo avanti questa guerra, gli abitanti di Kiev saranno massacrati". Più recentemente, l'analista geopolitico avrebbe però raddrizzato il tiro, arrivando a trarre la seguente conclusione: "Forse è presto per stabilire chi abbia vinto la guerra".
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