Espansione · Redazione · 06 Aprile 2022
TRANSIZIONE ECOLOGICA: NUTRACEUTICA E BIOECONOMIA GLI INTEGRATORI VALGONO 4 MILIARDI DI EURO L’ANNO
di David Taddei
Per alcuni sono rifiuti, magari da bruciare e trasformare in C02, per altri sono materie “prime seconde” di valore, dalle quali estrarre molecole preziose per realizzare integratori alimentari, nutraceutici e cosmeceutici. L’ ultima edizione di Wine&Siena, l’evento fieristico nazionale che apre l’anno vitivinicolo, ha dedicato il suo tradizionale convegno proprio alla bioeconomia e alle possibilità che si stanno aprendo in un settore, quello degli integratori alimentari, che già oggi vale quasi 4 miliardi euro. Lo ha spiegato Germano Scarpa presidente di Integratori&Salu- te, l’associazione del comparto industriale dell’integrazione ali- mentare in seno a Confindustria che rappresenta quasi 700 imprese nazionali e multinazionali. Ger- mano Scarpa è anche presidente di Biofarma Group, l’azienda leader in Italia con un fatturato di 184 milioni annui. Gli ultimi dati elaborati dal cento ricerche in- terno parlano di un mercato che supera i 13 miliardi, con una cre- scita media, tra il 2014 e il 2020, dell’8,2%. La bioeconomia, solo in Italia, ha generato un output pari a 317 miliardi di euro, occu- pando poco meno di due milioni di persone (settimo rapporto sulla Bioeconomia in Europa di Intesta San Paolo e cluster Spring). Se i numeri definiscono il contesto, sono le esperienze più innovative a tracciare la strada da seguire. Lo spin off SienaBioActive E’ il caso dello spin off a trazione femminile dell’ateneo senese SienaBioAcitive (“Premio Innovazione Toscana 2021”) che dal riccio della castagna, un rifiuto spesso incenerito, ottiene un potente antisettico naturale. Presenterà a Wine&Siena la sua linea di prodotti “cosmeceutici”.
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