Espansione · Redazione · 25 Giugno 2022

"NELLA VITA DI PUTIN I MOTIVI DELLA GUERRA"

Intervista di Matteo Menetti Cobellini

Una domanda conduce il lettore attraverso l’autorevole saggio “La Guerra di Putin” di Antonio Maria Costa, economista, già Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite con le cariche di Direttore Esecutivo dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine e Direttore Generale dell'Ufficio a Vienna e oggi anche direttore del forum di scienze sociali Journal of Policy Modeling. La domanda è semplice e la risposta molto, molto complessa. Perché è avvenuta l’aggressione russa del 2022? L’autore consegna al lettore un gomitolo di lana, come Arianna con Teseo, per superare il complesso labirinto di vicende politiche che si nascondono dietro l’aggressione. Costa propone anzitutto una tesi molto esplicita: poco interessano al Cremlino le risorse naturali ucraine avendone la Russia già in abbondanza. Non si tratta dunque di una guerra prettamente economica, piuttosto di un conflitto politico forse visionario e altamente personale. Una guerra di ideali, dove la conquista delle risorse naturali e della base tecnologia e industriale del Paese, non potendo oggettivamente concludersi con un conflitto vecchio stampo basato sulla vittoria totale militare nonostante i tentativi contro Kiev, intenderà azzerare la sovranità del Paese, assoggettare l’Ucraina alle volontà di Mosca e creare una rinnovata Grande Madre Russia. A "Espansione" Costa racconta, più da scienziato equilibrato che da atlantista puro, quali saranno le probabili conseguenze del conflitto e quali le cause, ipotizzando in realtà più opzioni, di cui una, la definitiva, molto affascinante. 

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