Espansione · Redazione · 01 Aprile 2022

ASSUEFATTI ALL'INGIUSTIZIA, RITARDI NEI RISARCIMENTI

L'OPINIONE di Antonio Mastrapasqua

Vittorio Feltri lo ha scritto, commentando l’ultimo libro di Alessandro Sallusti e Luca Palamara (“Lob- by&Logge”, seguito un anno dopo l’uscita de “Il Sistema”): siamo assuefatti all’ingiustizia. Forse, purtroppo, ha ragione. Poche settimane fa le cronache si sono occupate di Massimiliano Prosperi, che da un anno è in attesa della liquidazione del danno per 132 giorni di “ingiusta detenzione” (accusato di omicidio e poi pienamente scagionato e assolto), in esecuzione di una sentenza inappellabile, peraltro valorizzata in soli 40mila euro: 300 euro al giorno che dovrebbero comprendere il danno reputazionale, il danno biologico ed esistenziale e l’inibizione della vita economica precedente. Prosperi era un imprenditore, oggi si arrangia con qualche lavoretto precario. Solo nel biennio 2019/2020 le ordinanze di riparazione per ingiusta detenzione sono state 1.750 (comunque la punta di un iceberg di provvedimenti di limitazione della libertà assunti con leggerezza irresponsabile), con un esborso per lo Stato di oltre 80 milioni di euro. Poco più della metà della somma – 46 milioni – riguarda il danno per le ingiuste detenzioni e per gli errori giudiziari consu- mati nel 2020. Persone arrestate per sbaglio, innocenti costretti a subire limitazioni della libertà. Lo ha rammentato in una nota Enrico Costa, deputato e responsabile Giustizia di Azione: “Dal 1992 al 31 dicembre 2020 le persone indennizzate sono state circa 30.000, per un totale di 870 milioni di euro. A pagare è solo lo Stato: chi

ha sbagliato continua indisturbato la sua carriera”.

ARTICOLO COMPLETO SU “ESPANSIONE”