Espansione · Redazione · 31 Agosto 2021

Con coraggio e gentilezza


Le sfide vittoriose 
di Antonella Mansi

Anno millenovecentosettantaquattro. Negli Stati Uniti il Presidente Nixon è travolto dallo scandalo Watergate, la serie Happy Days debutta sulla rete televisiva Abc raccontando l’incauto disincanto della middle class americana e gli afroamericani deceduti per morte violenta ad Harlem, culla trascurata di una New York devastata dalla criminalità, sono 225.  Dall’altra parte del mondo, in Romania e in piena Guerra Fredda, il criminale Nicolae Ceaușescu diventa Presidente di una nazione pericolosamente strategica sul piano geopolitico di quel periodo; più vicino, in Italia, si vota per il primo referendum abrogativo.  Agli italiani si chiede di esprimersi sulla legge istitutiva del divorzio del’70. Diciannove milioni di italiani dicono no. La legge voluta dalle forze laiche socialiste e liberali rimane in vigore. Nel frattempo… Nel frattempo Gianni Agnelli è eletto presidente di Confindustria mentre il Paese si interroga sulla strage dell’Italicus. In questo complicato contesto internazionale nasce a Siena Antonella Mansi, che proprio di Confindustria è stata vice presidente fino al 2020, e che ha voluto accettare, insieme ai dirigenti, una sfida impegnativa nell’affrontare l’organizzazione di un grande evento come Pitti Uomo e Pitti Bimbo, a Firenze, nel luglio di quest’anno, in un periodo senza tempo a metà tra Pandemia e Ripartenza. Centocinquanta operatori stranieri e diverse migliaia di acquirenti, con uno sguardo verso la Moda sostenibile, in attesa degli eventi di settembre.
Al netto della situazione, comunque, Pitti è stato un successo: la Fortezza da Basso è stata raggiunta da 6mila operatori con una percentuale di buyer esteri del 30%. Compratori sono giunti da tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Turchia. Ma anche retail e rappresentanti da Cina, Giappone, Corea, Paesi che, nel momento in cui scriviamo, sono ancora bloccati. Oltre settecento i giornalisti accreditati, di cui circa trecento dall’estero. Ancora un po’ di numeri: 338 i brand maschili presenti (113 per kidswear), di cui 57 solo su piattaforma digitale. Tanto l’interesse per la “Moda Eco” (se ne parlò anche nel 2019) con il progetto The Sustainable Style e i 14 brand sostenibili, tra cui Tombolini con l’abito biodegradabile (compreso di gruccia ed etichette) indossato da José Mourinho. 
Apprezzamenti anche per la performance del designer Thebe Magugu; l’evento, presente su Youtube, si svolge in un no-luogo, una sala d’aspetto, un posto in cui si attende che qualcosa accada, trascorra e dunque si rinnovi. Piace pensare, forse sbagliando, che non ci sia visione più acuta del lockdown di quella di questo giovane artista sudafricano. 
- Presidente Mansi. Ripartenza. Com’è andata Pitti?
- Il bilancio è positivo. I numeri rispetto alle scorse stagioni sono stati diversi, naturalmente. Le nuove tecnologie sono importanti, direi imprescindibili, ma la Moda ha una natura che tutto deve all’esperienza “tattile” del prodotto e dei tessuti. L’ organizzazione della fiera è stata complessa perché abbiamo compreso che si poteva realizzare l’evento solo due mesi prima. Abbiamo avuto un grande sostegno d parte dalle Istituzioni. Come tutti i settori, anche quello della Moda ha subito importanti flessioni. Giancarlo Giorgetti, il ministro dello Sviluppo Economico, ha stanziato cinque milioni di euro di sostegno alle imprese. Con un occhio alle start-up. Il settore della Moda produce 80 miliardi di euro e rappresenta oltre il 12% dell’industria manifatturiera del Paese. Un impatto importante. 
ARTICOLO COMPLETO SU "ESPANSIONE" DI LUGLIO AGOSTO